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:: Tuono '05 Vs Tuono '06 ::..

Cielo nuvoloso, aria pesante sguardi perplessi…preoccupazione per le proprie ossa…eccole lì le due Motopiù e Fabio SchembariTuono…cattive, selvagge pronte a ridere di noi e della nostra guida. Ma noi vendiamo cara la pelle. La concessionaria Motopiù di Fabio Schembari di Caltagirone è stata così gentile da concederci momenti di gloria in sella alle più cattive naked in circolazione e lasciatemelo dire…sulla faccia della terra.

Sbobinare davanti al computer le emozioni che provoca una moto del genere non è facile. Tuttavia ci proverò. E via d’un fiato. Di sottofondo Rob Dougon Fourios Angel da Matrix Reload, indosso la tuta davanti alla scrivania e parto.

Partiamo con la “vecchia” Tuono ’05. Giro la chiave, check’Up, spie varie…tutto Clicca per ingrandirearancio..luci accese attraverso due occhioni cattivi, Minimo regolare (azz…penso sembra un propulsore Honda di quanto è regolare). Raga qui l’assistenza elettronica al propulsore si butta a bizzeffe: nessuna irregolarità! Altro che brudbrunparum Ducati! Prima. Fucilata. Secca. Preludio di qualcosa… Parto. Rumore meccanico allo scarico pazzesco! Ma lo scarico è omologato?!?!?

-         Per calarmi nel momento…cambio pezzo: ACDC “Back in Black –

Via d’un fiato prima….apro…monoruota violento…quasi mi ribalto…vai in seconda in volo…e ci rimango…di terza tocco terra…per modo di dire perché sono su un pianeta fatto di cattiveria e rigore! La risposta al comando è troppo brusca. Devo adattarmi dalla carezza del quattro in linea al calcio del bicilindrico Aprilia. La moto è rude. In curva scende in piega da sola. In uscita di curva pensi: "voglio una vita...spericolata...di quelle vite fatte così"

-         Nel frattempo gira Litfiba “Bambino” uea uh !!! –

Freno perché sto per spiaccicarmi in un burrone ma con sorpresa…arrivo corto! Freni bestiali. Finalmente un rettilineo: “adesso vediamoClicca per ingrandire quando mura questo bicilindrico”. Macchè! Il mulo tira fino ad oltre 11.000 giri min. I quasi 130 Cv si sentono tutti e presto ti rendi conto che sembrano 5.000 ! Ma come si fa a sfruttarli? Dentro questo contenitore serigrafato Aprilia trovi di tutto…coppia, forza ed allungo. Chevvoi de +?  La moto scende in piega da urlo ma vuole rispetto: se sgrarri col gas ti ritrovi a terra a fare le scintille…per parecchi Km! Sicuramente un terra-aria adatta per motociclisti smaliziati e col pelo sullo stomaco… con i  bigodini! Tra tanti ingredienti golosi qualche erba cattiva corrompe il sapore di questo piatto splendido: se sgarri col gas e fai scendere la lancetta del contagiri…il toro d’acciaio comincia a scalciare e tutto trema: strappa in basso. Ma questo è un capitolo “Bicilindrico”.

Macino Km e Km…il mondo intorno sembra avere paura…o forse sono io che devo parzializzare il gas per evitare sbacchettamenti, impennate e svirgolate di potenza. Insomma tutto sembra dimostrare in questa moto che il suo progettista aveva il polso pesante. Scendo dalla moto. La prova è finita. Il sudore è tanto. La bocca asciutta. Le mani tremano (anche per le vibrazioni ;o). Non mi resta che provare la nuova Tuono ’06!!

140 Cv. Propulsore Magnesium della Rsv 1000 2004 con una vagonata di pregi e potenza e violenza e tutto quello che vi pare.

      - per quest’occasione metto “Rob D_Clubbed To Death” da Matrix (Quando Morpheus carica per la prima volta Struttura, il programma di addestramento).

Clicca per ingrandireClicca per ingrandireLa moto sembra più spartana della Vecchia. Troppo plasticosa. Il davanti nun me piace; neanche un po’. Il retrotreno urla vendetta: i due cannoni sparano un soffocato rugito verso il cielo scandendo i nostri nomi. Io e Joxandro siamo chiamati a questa missione. Ed accettiamo volentieri. Lasciando stare le sovrastrutture che forse evidenziano il passaggio dell’Aprilia a Piaggio… tutto il resto è Aprilia al 100 %. Il Propulsore è cattivo, pronto, allunga ma…manca di qualcosa. Rispetto al modello ’05 ha perso cattiveria…è pastoso e si distende bene lungo tutti i regimi di rotazione. Ma a me piaceva il carattere sgangherato della vecchia Tuono. Con questo gioiello sicuramente si va forte…e più facilmente che con la vecchia. Riprende con vigore da dove la sorella anziana strappava e dona emozioni ancora dopo ma…manca qualcosa. La moto sembra elettrica, umana, educata. Come un monello capace di cose terribili e romantiche che torna ahimè da un lungo periodo in riformatorio: mansueto.

Ma i tornanti mi aspettano quindi metto su fatboy_slim “the_rockafeller_skank”

Clicca per ingrandireInnesto la morbida prima e guizzo. Tutto è regolare, nulla strappa. Elettronica, comandi, spie degne delle migliori modernissime supersportive. Tutto frulla ad alti livelli: sospensioni, freni, motore. Con questa moto si va forte e senza stress né preoccupazioni. Ma forse è proprio questo che ha perso la nuova tuono: il fascino della belva proibita…adatta a pochi. Questa versione è facile da guidare ed ha i presupposti per essere, con le dovute precauzioni, anche la prima moto. Ma forse…non era meglio chiamarla in altro modo che Tuono?!?! Fabio Schembari ci ha tranquillizzato sulle vere doti di questa moto che per uscire al meglio esigono regolazioni e trucchi che soltanto lui ed i suoi fratelli sono capaci. Una famiglia di teppisti motociclisti. ;o)

Manubrione da superdotati per controllo totale delle situazioni più estreme, pinze radiali, telaio da urlo, sospensioni eccellenti ad eccezione del Mono che sembra essere un po’ cedevole ma che volete…i miei 85 Kg si sentono.

In conclusione due moto simili nell’utilizzo ma dal carattere diverso. Una similitudine? Dottor Jekyll e mister Hyde.

Passo la penna elettronica a Joxandro.

da quando ho la mia hornettina, mi ha dato sempre delle grandi soddisfazioni; seppur con i suoi limiti, con le sue “danze” in percorrenza curva, con i suoi vuoti in apertura, mi ha sempre messo nella condizione di “giocarmela” praticamente con qualunque moto io incontrassi su percorsi dove la velocità non la fa da padrone. Non ho mai “accusato” un colpo troppo duro, né ho mai rimpianto di non avere sotto molta più cavalleria…

Clicca per ingrandireEppure, durante questa prova, mentre The President fa il suo bel test dello stallone italiano marcato Aprila nella sua versione ’05, mi sento come il pilota di un cacciabombardiere quando, come nell’immaginario collettivo, si vede girare intorno un UFO: spingo forte sulla mia moto con la quale ormai sono un tutt’uno, ma la Tuono continua a spuntarmi da ogni angolo con una facilità estrema, quasi che le leggi fisiche cui io e il mio mezzo dobbiamo assoggettarci non la riguardassero. Mi sorpassa con una semplicità disarmante e frena tardi, maledettamente tardi… piega tanto e subito, e non sembra scomporsi…

 …confesso che nell’accingermi a salirci su provo una sorta di timore reverenziale misto ad adrenalina pura! E’ alta, e meno carica sull’anteriore rispetto a quello cui sono abituato, ma altrettanto stretta fra le gambe; giro la chiave, e dopo il saluto della strumentazione premo il tasto d’accensione: mi accoglie un suono corposo e rude, come il respiro di Zeus nei film mitologici degli anni ’70; tiro la leva della frizione non certo senza un discreto sforzo delle dita, come se volesse subito dirmi che c’è da lottare per domarla; prima innestata (clank!) e inizio a muovermi…

Clicca per ingrandire…è bilanciata con una precisione inimmaginabile, l’altezza e il peso spariscono già a 2 Km/h, e le manovre di riscaldamento gomme (non che servisse, ma è una mia abitudine per prendere le prime misure) preannunciano già quanto la si possa tentare di buttare giù, con quel 190 al posteriore che trasmette sicurezza… seconda marcia (il cambio non è morbidissimo, ma dà la sensazione di poter prenderlo a calci, tanto è robusto) e poi gas in progressione… e spinge al punto che ai 6000 rpm la moto si alleggerisce all’anteriore in maniera imprevedibile, e ancora di 3° spinge come se volesse puntare il faro al cielo; c’è da star calmi all’inizio, perché ha un’anima cattiva da tirare fuori piano piano… poche curve per prendere confidenza e poi 3° e 4° in progressione, e lei spinge senza esitare un millisecondo, senza dondolare: un unico corpo compatto a cui aggrapparsi quasi perché è davvero brutale nell’erogazione, specie per chi scende da un 4 cilindri di cubatura minore.

 Clicca per ingrandireOk, il motore lo abbiamo compreso, ma adesso vediamo come si comporta la ciclistica: ecco la curva, sposto il peso sulla dx, punto il piede sulla pedana chiudo il gas per scalare alla 3° e… TROPPO PRESTO?!? …la curva sembra essere ancora a 1 Km; con quegli stessi spazi e quella velocità, sulla hornet sarei già stato probabilmente oltre lo strapiombo, ma la Tuono ha un freno motore poderoso, e l’impianto frenante è da paura!! Devo davvero educarmi a spingere di più per poter percorrere finalmente qualche curva in progressione e con una buona piega, non perché sia difficile andare giù, anzi, ma perché gli spazi sono “allungati”, e i riferimenti cambiano completamente, spostandosi tutti più a ridosso della curva. E quando interpreti l’ingresso in curva nella maniera giusta, in percorrenza ti ritrovi piegato DAVVERO, veloce ed equilibrato, tanto che se sotto ci fosse il motore del ns. 4 cilindri made in japan, potresti spalancare il gas senza alcun timore… invece con lei non posso: con un po’ di presunzione in uscita di curva dò gas al 1000 cc Rotax senza quasi risparmiarmi, in 2° marcia, e lei dopo aver lasciato una virgola non indifferente sull’asfalto, fa far presa al suo gommone posteriore e mi catapulta fuori dalla corda in maniera esasperata, quasi mi attacco al manubrio per non rimanere indietro… e di nuovo la ruota si alleggerisce!

 Clicca per ingrandireSiamo ormai arrivati al centro cittadino, e smorziamo i toni… ma dietro la mia visiera oscurata il mio ghigno la dice lunga: “…se avessimo un po’ più di tempo, ti farei divertire io!...”.

 Ed eccola lì la 2006: bella, come piace a me! Il gruppo faro con quella sua griglia sembra la testa di un robot dell’animazione giapponese; la linea è particolare, o la ami o la odi senza mezzi termini: il codino ereditato dalla RSV è semplicemente un capolavoro del design, e il doppio scarico completa il colpo d’occhio (viva la simmetria!). Avevo letto molto in merito a cosa la nuova Tuono potesse dare, e in sintesi ricordavo che praticamente la 2005 era un agnellino al pascolo a confronto del nuovo capolavoro Aprilia; ecco tornare in me il timore reverenziale di prima, ma l’eccitazione è ancora più grande, così non perdo tempo, salgo su e metto in moto.

 …il suono non è quello che mi aspettavo, è più contenuto, quasi quello di un BMW e sembra dirti “se vuoi andiamo al mare con bermuda, infradito, borse da viaggio e zavorrina…” , ma so che è un’impressione. Premuta la frizione, la leva sotto le dita sembra quasi non esserci tanta è la morbidezza e la prima si innesta con docilità anche a motore freddo. Esco dal garage del concessionario e mi immetto nel percorso urbano che mi separa dalle curve della statale…

 …sembra quasi di averla portata da sempre: non borbotta come la 2005 quando ci si “sposta” tra le auto incolonnate, non pesa affatto e non appesantisce i polsi; ma ora arriva il bello, sono fuori e posso finalmente cominciare a divertirmi. 

Clicca per ingrandireClicca per ingrandireCome la sorella più anziana, nelle manovre di riscaldamento gomme è una seta, anzi oserei dire che è ancora più maneggevole e intuitiva… ma ora è il momento di spingere: apro il gas parzializzando in 2° marcia e… la moto non mi spaventa, il motore non esplode. E’ progressivo e spinge forte ma non mi entusiasma “davvero”… rallento, innesto la 1° e ridò gas con la voglia di sentire l’adrenalina di prima, con la voglia di veder la ruota anteriore venir su… e lei spinge spinge, ma non mi regala la sua “cattiveria”; ha un allungo non indifferente, perché al cambio 2°-3° il tachimetro digitale segna già tantissimo, ma gli manca davvero qualcosa (per usare le parole di The President). Ciclisticamente è davvero filante e riuscita, forse anche perché ormai ho preso le misure con la razza Aprilia e riesco ad avere i giusti riferimenti… piega tanto e subito e si rialza altrettanto facilmente, la frenata è ancora più incisiva e modulabile della precedente versione; solo la taratura delle sospensioni di serie risulta un pò troppo morbida, seppur la forcella faccia il suo lavoro egregiamente!

Non voglio togliere certo nulla ad una moto cui è dovuto tanto di cappello per le sue cmq eccezionali doti, ma il suo comportamento richiama un pò alla mente il carattere di un 4 cilindri, e non quella brutalità da domare che invece ho scoperto sulla Tuono m.y. 2005; mi aspettavo qualcosa di più, in tutta franchezza.

 Torno indietro per concedere spazio agli altri “cagnolini affamati” di Tuono 2006 che mi aspettano, e vedo lì la mia piccola hornettina, che fa l’offesa come se l’avessi tradita… 

…”sta tranquilla” – penso fra me e me – “io e te abbiamo ancora tanti km da percorrere ed emozioni da condividere”.

Realizzazione Prova: Joxandro - The President
Si ringrazia la Concessionaria Motopiù di Caltagirone per la squisita disponibilità

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